Luca Morselli psicologo psicoterapeuta Bologna
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L’evitamento: una strategia che genera più danni che benefici

L’evitamento è un comportamento che molti di noi adottano quando ci troviamo di fronte a situazioni che ci mettono a disagio o ci spaventano. Si tratta di una strategia di difesa che consente di allontanarci da ciò che ci spaventa o ci provoca ansia. Questo comportamento è caratteristico nei disturbi d’ansia, dove si tende a evitare qualsiasi contatto con la situazione o l’oggetto temuto. Di fronte a una minaccia, sia essa reale o immaginaria, che scatena una risposta di allarme, l’individuo sceglie di rifiutare di affrontarla. Un esempio evidente di questo meccanismo si riscontra nelle fobie. Tuttavia, se da un lato l’evitamento può sembrare una soluzione immediata, dall’altro può diventare un problema a lungo termine.

Cause dell’evitamento

Esaminiamo prima di tutto delle cause di questo comportamento. L’evitamento può derivare da vari fattori, tra cui l’ansia, il timore di confrontarsi con situazioni difficili, il desiderio di evitare il dolore emotivo e l’incapacità di affrontare le proprie paure. In alcune occasioni, queste cause sono radicate in esperienze passate, come traumi o abusi, che rendono la persona particolarmente sensibile a certi stimoli o situazioni.

Le manifestazioni comportamentali dell’evitamento possono variare da persona a persona, ma spesso includono l’incapacità di affrontare specifiche situazioni, l’eccessiva preoccupazione per eventi futuri, la tendenza a rimandare o a procrastinare e l’ansia o lo stress quando si è costretti a confrontarsi con ciò che si cerca di evitare. In alcuni casi, l’evitamento può portare a problemi più seri, come l’isolamento sociale, l’ansia cronica e la depressione.

Parlando di rimedi, è importante notare che l’evitamento è una strategia di coping che può essere modificata. Da un punto di vista psicoterapeutico, è possibile affrontare con successo gli evitamenti attraverso un programma graduale di esposizione. Durante questo processo, il soggetto si impegna progressivamente a rompere il circolo vizioso che si è instaurato, cercando di entrare in contatto con le situazioni ansiogene in modo da percepirle via via come sempre più normali e accettabili. Una delle terapie più efficaci per affrontare l’evitamento è la terapia cognitivo-comportamentale, poiché aiuta a identificare e modificare i pensieri e i comportamenti negativi. Anche la terapia metacognitiva (Metacognitive Therapy, MCT), un’altra forma di terapia cognitivo-comportamentale, si dimostra utile nel favorire il distanziamento dalle preoccupazioni e più in generale dagli eventi interni, nonché nello sviluppo di strategie di coping più efficaci.

Le cause dell’evitamento possono essere molte e  profondamente radicate nelle esperienze di vita di un individuo. Comprendere tali cause rappresenta un passo fondamentale per affrontare efficacemente il comportamento di evitamento.

Spesso, le persone ricorrono all’evitamento come mezzo per gestire l’ansia. Quando ci si trova di fronte a una situazione o a un pensiero che provoca ansia, l’evitamento fornisce un sollievo temporaneo. In questo contesto, l’evitamento può essere interpretato come un meccanismo di difesa, che protegge l’individuo da un’esperienza emotivamente sgradevole. L’evitamento può derivare dalla paura o dall’ansia associata a situazioni specifiche. Ad esempio, chi teme i cani potrebbe evitare luoghi dove è probabile incontrarli. Analogamente, chi soffre di ansia sociale può evitare situazioni sociali per eludere sentimenti di disagio e paura.

Un ulteriore fattore di evitamento è rappresentato dall’incapacità di affrontare le proprie paure, spesso legata a una mancanza di fiducia in se stessi o alla convinzione che la paura, l’ansia o la vergogna siano intollerabili. In questi casi, l’evitamento diventa una strategia per gestire il disagio.

Infine, le esperienze traumatiche passate possono portare a comportamenti di evitamento. Chi ha vissuto un trauma, potrebbe evitare situazioni o persone che  ricordano quell’evento, come un modo per proteggersi dal rivivere il trauma.

Quindi, l’evitamento non è tanto il problema principale, quanto un sintomo di qualcosa di più profondo, come un disturbo d’ansia, la risposta a un trauma, un tratto di personalità o la mancanza di autostima. Riconoscere e comprendere queste cause costituisce l’inizio del processo per affrontare l’evitamento e trovare modi più sani di gestire l’ansia e la paura.

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