Luca Morselli psicologo psicoterapeuta Bologna
4 miti sugli attacchi di panico luca morselli bologna psicologo

Attacchi di panico: 4 miti comuni

Gli attacchi di panico sono spesso avvolti da una serie di convinzioni errate. In questo articolo, esploreremo e sfateremo quattro comuni miti sugli attacchi di panico, gettando luce su ciò che realmente accade durante queste situazioni.

Gli attacchi di panico portano allo svenimento

Contrariamente a quanto si potrebbe pensare, gli attacchi di panico raramente portano allo svenimento. La perdita di coscienza temporanea, nota come svenimento, si manifesta con un breve black-out che dura solitamente alcuni minuti, causato da un improvviso calo della pressione sanguigna. Questo calo può derivare da diverse condizioni, come ad esempio il colpo di calore, che provoca disidratazione e una diminuzione della pressione arteriosa, anche in assenza di patologie mediche. Durante un attacco di panico, la pressione sanguigna tende ad aumentare a causa dell’ansia (il corpo si prepara ad una reazione attacco-fuga, producendo adrenalina che aumenta la frequenza cardiaca e la pressione). Quando ci si sente ansiosi, infatti,  la pressione arteriosa tende ad aumentare, riducendo così la probabilità di svenire poiché il cervello continua a ricevere una sufficiente quantità di ossigeno. In situazioni di emergenza, come rapine o disastri imminenti, le persone difficilmente svengono. Al contrario, reagiscono con maggiore chiarezza mentale grazie alla preparazione del corpo all’azione, favorita dal rilascio di adrenalina. Il battito cardiaco accelera, la respirazione diventa più veloce e il flusso sanguigno aumenta rapidamente. Questa risposta ancestrale alle minacce è radicata nella nostra storia fin dai tempi più antichi. Se gli antichi esseri umani fossero svenuti ad ogni incontro con un predatore, l’umanità sarebbe stata messa a dura prova e la nostra specie, probabilmente, si sarebbe estinta.

Gli attacchi di panico fanno perdere il controllo

Sebbene possa sembrare di perdere il controllo durante un attacco di panico, il comportamento dimostra il contrario. Le persone che sperimentano un attacco di panico spesso adottano comportamenti consapevoli, come fermare l’auto e accostare, recarsi al bagno o uscire da una situazione ritenuta stressante, dimostrando di mantenere il controllo nelle proprie azioni. Tuttavia, è importante riconoscere che la sensazione di perdita di controllo è reale per chi vive l’attacco di panico. Anche se le azioni possono sembrare razionali, il senso di terrore e di impotenza può essere travolgente. Accettare e comprendere questa reazione emotiva può essere un passo importante verso la gestione degli attacchi di panico.

Gli attacchi di panico fanno impazzire

Gli attacchi di panico non conducono alla pazzia, anche se la loro intensità può far sentire le persone come se stessero perdendo il controllo mentale, specialmente se è la prima volta che li affrontano e non comprendono cosa sta accadendo. Vivere stati emotivi intensi, come ansia e attacchi di panico, può far temere di perdere il controllo mentale. Ognuno ha una soglia di tolleranza emotiva, ma quando le emozioni sono intense, questa sensazione di controllo può vacillare, generando la percezione di un rischio reale di perdita delle proprie facoltà mentali. Tale percezione, sempre più concreta, alimenta pensieri ripetitivi o rimuginio che, anziché attenuare il disagio, incrementano lo stato d’ansia e di vigilanza, comportando un aumento di incertezza e la perdita della capacità di gestire gli eventi.

Gli attacchi di panico sono un infarto sotto mentite spoglie

Contrariamente a un mito diffuso, durante un attacco di panico, non si sta avendo un attacco di cuore. Il dolore al petto spesso associato a questi episodi è causato dalla tensione muscolare, parte della risposta “attacco-fuga”. Durante un attacco di panico, inoltre, il cuore può battere più velocemente, ma questo è dovuto alla risposta ansiosa e non a un problema cardiaco. D’altra parte, un infarto è causato da una riduzione o da un’interruzione del flusso sanguigno al cuore. Questo può accadere a causa di un blocco nelle arterie coronarie che forniscono sangue al muscolo cardiaco. La ragione per cui un attacco di panico non può portare a un infarto è che la risposta ansiosa durante l’attacco di panico non coinvolge la formazione di tali blocchi arteriosi. Ma non è tutto! Durante un attacco di panico, il corpo rilascia adrenalina, che accelera il battito cardiaco per aumentare l’attività corporea. Contrariamente a quanto si potrebbe pensare, l’adrenalina non danneggia il cuore; infatti, durante un infarto, viene somministrata direttamente al cuore per rianimarlo. Un esempio emblematico di questo processo è rappresentato nella scena del film “Pulp Fiction”, quando il personaggio di Uma Thurman va in overdose. In quel momento, una siringa di adrenalina viene utilizzata per salvarle la vita. In sintesi, l’adrenalina funge da rimedio naturale contro l’infarto!

Cosa sapere sugli Attacchi di Panico

Un punto cruciale da ricordare è che un attacco di panico non durerà a lungo e, nella maggior parte dei casi, si risolverà entro 10-15 minuti. Nonostante possano suscitare timore, gli attacchi di panico non sono dannosi. È importante considerarli come un falso allarme del nostro sistema “attacco-fuga”, che si attiva nel momento sbagliato. Inoltre, è essenziale sottolineare che gli attacchi di panico possono manifestarsi in modi diversi per diverse persone. Alcune persone possono sperimentare solo alcuni sintomi, mentre altre possono sperimentarne molti.

È importante, infine, sottolineare che gli attacchi di panico finiscono sempre senza conseguenze gravi o pericolose. Affrontare gli attacchi di panico richiede comprensione e consapevolezza, e la consolazione risiede nel fatto che, in definitiva, passano sempre senza lasciare alcun danno permanente. Per sapere se hai avuto un attacco di panico, contattami.

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