Luca Morselli psicologo psicoterapeuta Bologna
Depressione parto

Depressione post partum: Cos’è e come si può superare?

La depressione post-partum è un’esperienza che molte donne possono vivere dopo il parto e può essere un ostacolo significativo da superare. Il DSM-5, l’ultimo manuale diagnostico per i disordini psicologici, la definisce come una forma di depressione generale specificata come “depressione postpartum”, se ha esordio entro le prime quattro settimane successive al parto. Questa condizione può presentarsi, però, anche durante la gravidanza (episodi peripartum) e non solo nei mesi successivi al parto, come si pensava in passato.

Ma qual è la differenza tra depressione post-partum e baby blues? 

    È importante distinguere tra questi due stati emotivi. Il baby blues o maternity blues è una sensazione di tristezza che include sbalzi d’umore, crisi di pianto, ansia e difficoltà a dormire. Può interessare fino al 60-70% delle neomamme nei primi giorni dopo il parto e, solitamente, si risolve spontaneamente in pochi giorni o al massimo in un paio di settimane. D’altra parte, la depressione post-partum è caratterizzata da una sintomatologia con una durata e un’intensità maggiori e colpisce generalmente il 10-15% delle donne (Centers for Disease Control and Prevention, 2008).

    Quali sono i sintomi di questa depressione?

    I sintomi della depressione post-parto includono:

    • tristezza
    • umore depresso
    • stanchezza costante
    • perdita di interesse per le attività che solitamente si apprezzano
    • perdita di interesse per il bambino/a
    • agitazione e irrequietezza
    • modifiche del sonno e dell’appetito
    • senso di colpa
    • ridotta capacità di concentrazione
    • ricorrenti pensieri di morte o di suicidio
    • ansia o panico immotivati ed eccessivi riguardo alla salute e alla cura del bambino.

    Tuttavia, per una diagnosi clinica di depressione post-partum, è necessario che almeno 5 di questi sintomi siano presenti contemporaneamente e che persistano per un periodo di almeno 15 giorni.

    Perché si soffre di depressione post-partum?

    È importante ricordare che ci sono diverse variabili che possono influenzare l’insorgenza di un evento depressivo dopo la nascita di un bambino. 

    In primo luogo, c’è una componente fisiologica dovuta agli stravolgimenti ormonali e alla fatica del parto, che può essere vissuto come un evento traumatico.

    In secondo luogo, ci sono fattori psicologici, relazionali e sociali che possono contribuire. Ad esempio, se la donna ha già avuto in passato episodi di depressione o di forti problemi ansiosi, la probabilità di avere difficoltà depressive nel post-parto è più elevata. 

    Altri fattori psicologici, relazionali e sociali importanti includono:

    • l’aver avuto un parto complicato;
    • aver vissuto eventi stressanti nei mesi precedenti al parto;
    • sentirsi soli (soprattutto se si è una ragazza madre);
    • avere difficoltà economiche;
    • vivere in una condizione sociale svantaggiata;
    • avere una relazione di coppia conflittuale;
    • non avere una rete di sostegno adeguata;
    • avere vissuto un’esperienza difficile con il personale ospedaliero;
    • complicazioni post-parto nella madre o nel bambino.

    Va sottolineato, tuttavia, che la presenza di uno o più di questi fattori non significa necessariamente che si svilupperà una depressione post partum. In ogni caso, possono rappresentare un fattore di rischio per lo sviluppo di questa condizione.

    È importante tenere presente che sia la gravidanza che il parto, sebbene siano eventi naturali e fisiologici, costituiscono comunque una fonte di stress per il corpo e la mente di una donna.

    Come accade per tutti gli eventi stressanti, anche il parto può mettere a dura prova l’equilibrio di una persona. Se l’equilibrio è solido e stabile, la persona può rispondere meglio allo stress. Al contrario, se sono presenti piccoli o grandi squilibri nel benessere fisico e psicologico, un evento così intenso come il parto potrebbe amplificare i problemi. Per questo motivo, se la donna ha già sperimentato episodi di forte ansia o depressione, questi possono essere considerati dei segnali di allarme sulla possibile insorgenza di una depressione post-partum.

    Come reagiscono le neomamme alla depressione? 

    Quello che purtroppo diverse volte accade è che le neomamme per uscire da una situazione depressiva adottino delle strategie rapide ma poco funzionali. Vediamo quali: 

    • Una delle strategie disfunzionali più frequenti è la mascheratura del problema.

    La neomamma può tendere a minimizzare o nascondere i sintomi della depressione post-partum. Il senso di vergogna e inadeguatezza, causato dell’idea culturalmente diffusa che la madre dovrebbe essere felice per la nascita del figlio, la porta a nascondere il problema che viene valutato non seriamente anche dai familiari, considerando la stanchezza come normale e assumendo che la priorità sia solo la salute del bambino. 

    Quando la mamma si trova in difficoltà, può trovare difficile riconoscere e condividere le proprie emozioni, specialmente se sono diverse da quelle che ritiene di dover provare. Spesso, per evitare il senso di colpa e di vergogna, tende così a nasconderle. Tuttavia, è importante capire che questa strategia non risolve il problema, ma lo rende ancora più complesso.

    Infatti, quando la mamma evita di accogliere le proprie emozioni, esse possono diventare ingestibili e il problema depressivo può peggiorare. Pertanto, è essenziale lavorare sulla consapevolezza e sull’accettazione delle emozioni, anche quelle negative, per poterle gestire in modo più efficace e per affrontare il problema reale in modo costruttivo.

    • Un’altra strategia adottata è la delega della cura del bambino.

    Quando una neomamma sperimenta il senso di inadeguatezza rispetto alla cura del bambino, potrebbe essere portata a delegare la maggior parte delle responsabilità ai familiari. Questo può comportare la rinuncia a momenti di gioco o ad attività più intime, come il cambio del pannolino o la gestione del sonno o del pasto.

    Questa situazione può rappresentare una sfida particolare per le mamme single che si trovano a dover gestire sia il lavoro che il bambino. Tuttavia, è importante comprendere che il delegare troppo alle altre persone può impedire alla neomamma di acquisire le competenze necessarie per prendersi cura del proprio bambino e per costruire un rapporto positivo con esso.

    Come superare la depressione post-partum?

    Il modo migliore per affrontare e curare la depressione post partum è attraverso la psicoterapia. 

    È essenziale iniziare il percorso con uno psicoterapeuta specializzato al più presto possibile, non appena si percepiscono i primi sintomi. In questo modo, l’intervento terapeutico sarà più efficace e breve. In alcuni casi, i farmaci possono essere utili durante la terapia, ma nella maggior parte delle situazioni non sono necessari, a patto che si inizi la psicoterapia al più presto.

    L’aspetto fondamentale è comprendere che consultare uno psicologo è una scelta saggia e normale, sia per la mamma che per il marito o altri familiari. Alle volte da una breve consulenza può emergere una semplice situazione transitoria di vissutoa dalla maggior parte delle neomamme e non di una depressione post partum. 

    Per comprendere se si sta affrontando un episodio di depressione e per valutarne la gravità, è fondamentale rivolgersi ad un esperto. Tra le metodologie terapeutiche più efficaci per trattare la depressione, la terapia cognitivo-comportamentale è considerata al momento la più indicata. Tuttavia, è importante sottolineare che molte donne che soffrono di depressione post-partum faticano ad accettare di avere bisogno di aiuto professionale. Per questo motivo, è essenziale creare strumenti e opportunità in grado di individuare tempestivamente queste situazioni e coinvolgere le donne in un programma di trattamento adeguato.

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