Luca Morselli psicologo psicoterapeuta Bologna
Come capire se si è depressi

Come capire se si è depressi?

Indipendentemente che tu stia attraversando un periodo di depressione o meno, il semplice fatto che tu abbia effettuato questa ricerca online suggerisce che ci potrebbe essere qualcosa di te che merita di essere esplorato e preso in considerazione.

Quello su cui voglio subito tranquillizzarti è che di depressione soffrono molte più persone di quanto immagini.

Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), la depressione è stata la principale causa di disabilità in tutto il mondo nel 2020, con un aumento del 50% dal 1990. Si stima che circa 264 milioni di persone in tutto il mondo soffrano di depressione.

In Europa, l’OMS stima che circa il 7,5% degli adulti soffra di depressione ogni anno. Inoltre, l’OMS riferisce che la depressione è la principale causa di malattia e disabilità tra gli adolescenti e i giovani adulti in Europa. Esattamente, anche in giovane età.

Ma come facciamo a riconoscere i sintomi della depressione? 

Il DSM-5, manuale diagnostico di riferimento, ci dice che per identificare una persona con un disturbo depressivo devono essere presenti almeno 5 dei seguenti sintomi, per una durata minima di due settimane:

  • Umore depresso per gran parte del giorno, quasi ogni giorno
  • Diminuzione del piacere o dell’interesse per quasi tutte le attività per gran parte del giorno, quasi ogni giorno
  • Aumento o diminuzione dell’appetito e/o del peso
  • Difficoltà a dormire o ipersonnia
  • Agitazione o rallentamento psicomotorio
  • Stanchezza o perdita di energia
  • Sentimenti di inutilità o di colpa eccessivi o inappropriati
  • Difficoltà di concentrazione o indecisione
  • Pensieri ricorrenti di morte o ideazione suicidaria

Sempre il manuale specifica, però, che tutti questi sintomi devono causare un disagio clinicamente significativo o compromissione nel funzionamento sociale, lavorativo o in altre aree importanti della vita della persona.

Capire dunque se effettivamente si soffre di depressione da un punto di vista clinico è chiaramente più complicato e per la diagnosi bisogna tenere conto anche della storia clinica e familiare del paziente. 

In pratica, evita di farti o fare diagnosi da solo. 

L’unico modo che hai per capire se effettivamente soffri di depressione o se qualcuno vicino a te ne soffre, è quello di contattare un professionista che sappia valutare con esperienza la situazione.

Se per caso ti ritrovi completamente all’interno dei criteri sopra esposti per la diagnosi di depressione, ma anche se hai identificato parte di alcuni sintomi, prendi coraggio e chiedi aiuto.

Come si cura la depressione?

Se stai attraversando un periodo di depressione, è importante non isolarti ma cercare il supporto di professionisti, familiari o amici fidati. Parlarne con qualcuno può aiutare a superare la sensazione di solitudine e disperazione, ma anche a ricevere un aiuto concreto. Il passo successivo per superare la depressione è quello di iniziare un percorso di psicoterapia con uno psicologo specializzato in questo tipo di disturbo.

Dal punto di vista psicologico, l’approccio della terapia cognitivo-comportamentale (TCC) si è dimostrato efficace nella gestione dei sintomi della depressione. La terapia, concentrandosi sui pensieri e sui comportamenti che possono contribuire alla depressione, aiuta chi ne soffre a identificare i fattori di mantenimento e a imparare nuove strategie per affrontare meglio la vita. 

Sono diverse le tecniche utilizzate nella TCC; ad esempio:

  • Psico-educazione sul disturbo depressivo;
  • Attivazione comportamentale;
  • Identificazione dei pensieri disfunzionali con la tecnica ABC e ristrutturazione cognitiva;
  • Training di assertività e problem solving;
  • Tecniche metacognitive per ridurre la ruminazione (uno stile di pensiero ripetitivo negativo che si attiva quando le persone sono tristi o depresse e rimangono impantanate in pensieri che impediscono di mettere in atto comportamenti adattivi. Palmieri et al., 2007).

Diverse ricerche hanno confermato l’efficacia della Terapia cognitivo comportamentale nella cura della depressione, sia da sola che in combinazione con la terapia farmacologica (Butler et al., 2006; Hollon et al., 2014).

Ma è necessario assumere dei farmaci?

I farmaci antidepressivi possono aiutare a ridurre i sintomi della depressione, ma devono essere assunti sotto la supervisione del medico, in quanto possono avere effetti collaterali e interazioni con altri farmaci. In generale, le linee guida internazionali suggeriscono che può essere utile ricorrere ai farmaci, in associazione alla psicoterapia, quando si verifichino le seguenti circostanze:

  • Depressione severa;
  • La persona ha già sofferto di almeno 2 episodi in passato;
  • C’è una storia familiare di depressione.

Diverse classi di farmaci antidepressivi sono disponibili e possono essere utilizzate in base ai sintomi e alle caratteristiche individuali della persona (Cipriani et al., 2018).

Tempo e pazienza per la cura della depressione

Non esiste un farmaco miracoloso per cambiare vita. Ognuno di noi ha una storia personale, con le proprie difficoltà, esperienze traumatiche, paure e desideri unici, e pertanto il trattamento deve essere personalizzato e mirato alle specifiche esigenze del paziente. 

Chi soffre di depressione è utile inizi il prima possibile un percorso terapeutico che, con pazienza, lo porti a riprendere in mano la propria vita con serenità.

In alcuni casi, un approccio combinato, che preveda sia la terapia psicologica che quella farmacologica può essere consigliato, ma sarà il professionista a capire come procedere nel modo migliore, concordando con te un percorso strutturato sulla base delle tue necessità. 

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