Luca Morselli psicologo psicoterapeuta Bologna
paura del sangue emofobia

Emofobia: paura del sangue

L’emofobia è una paura intensa e persistente di entrare in contatto, anche solo visivo, con il sangue; è classificata tra le fobie specifiche e comporta per l’individuo un ampio spettro di difficoltà. Da un’analisi superficiale, la paura del sangue può sembrare una risposta naturale e sana alla vista di una sostanza che, quando presente al di fuori del corpo, di solito indica un problema di salute. Eppure, l’emofobia va oltre questa comprensione superficiale, ponendo seri ostacoli alla vita quotidiana di coloro che ne soffrono.

La manifestazione dei sintomi di emofobia varia notevolmente tra gli individui. Alcuni possono sperimentare una reazione viscerale immediata nel vedere il sangue, persino quello che appare in un contesto non minaccioso come un film o una serie TV. Questo può includere vertigini, nausea, sudorazione, tachicardia, o addirittura svenimenti. È importante sottolineare che queste reazioni fisiche sono innescate dal sistema di risposta allo stress del corpo, che percepisce erroneamente il sangue come una minaccia immediata.

Nella fobia del sangue, oltre alla paura che è comune a tutte le fobie, c’è un’altra componente importante: il disgusto. Le persone che hanno una paura intensa del sangue sembrano essere più sensibili al disgusto rispetto alla maggior parte delle persone, quando si tratta di ferite, iniezioni e sangue.

Dal punto di vista fisiologico, la fobia del sangue si distingue dalle altre fobie per la sua risposta peculiare e distintiva. Quando una persona entra in contatto con il sangue, può sperimentare sensazioni come vertigini, annebbiamento della vista, sensazione di leggerezza alla testa e, a volte, svenimento (riflesso vasovagale). Questi sintomi sembrano essere assenti in tutte le altre fobie conosciute.

Alcune persone possono sviluppare un comportamento evitante, nel tentativo di minimizzare o eliminare completamente l’esposizione al sangue. Questo può includere evitare programmi televisivi o film con scene di violenza, rifiutare di cucinare carne, o addirittura evitare le visite mediche o odontoiatriche. Questi comportamenti possono limitare in modo significativo la vita di una persona e creare stress aggiuntivo.

Cause dell’emofobia

Le cause dell’emofobia, come con tutte le fobie specifiche, sono multifattoriali e possono essere attribuite a una combinazione di fattori genetici, biologici, psicologici e ambientali. Per alcuni, un evento traumatico legato al sangue può innescare l’emofobia. Per altri, la paura può svilupparsi gradualmente nel tempo senza un evento precipitante evidente.

Le ricerche indicano che ci potrebbe essere una predisposizione genetica alla fobia del sangue. Se un genitore ha emofobia o un’altra specifica fobia, la prole può avere una probabilità leggermente superiore di sviluppare emofobia. Questo non significa che la fobia sia “ereditata”, ma piuttosto che la predisposizione può essere influenzata dai geni.

Rimedi per la paura del sangue

Il trattamento dell’emofobia, come la maggior parte delle fobie specifiche, si basa su un approccio cognitivo-comportamentale. Questa forma di terapia si concentra su come i pensieri possono influenzare i sentimenti e i comportamenti e sull’utilizzo della tecnica dell’esposizione graduale agli stimoli fobici (per approfondire puoi andare alla pagina delle tecniche). Il trattamento si articola in 4 fasi:

Fase 1: tecniche per contrastare il riflesso vasovagale

  • un esempio è l’utilizzo della tensione muscolare volontaria per mantenere la pressione sanguigna normale di fronte agli stimoli fobici

 

Fase 2: identificazione delle situazioni temute

  • creazione di una gerarchia delle situazioni in base alla capacità di evocare paura
  • esempi di situazioni temute sono programmi televisivi a tema medico, immagini di persone ferite, donazioni o analisi del sangue, visite mediche e ospedali

 

Fase 3: individuazione dei pensieri evocati dalle situazioni temute

  • classi di pensieri tipici della fobia del sangue sono pensieri negativi sulla situazione e pensieri negativi sulla reazione personale di fronte alla situazione
  • è importante diventare consapevoli di tali pensieri per contrastare la reazione fobica

 

Fase 4; esposizione graduale alle situazioni temute

  • guida del terapeuta nell’affrontare gli stimoli fobici in ordine di difficoltà
  • utilizzo delle tecniche apprese per gestire le sensazioni sgradevoli
  • discussione dei pensieri catastrofici con il terapeuta e sviluppo di nuove strategie cognitive per fronteggiarli

Conseguenze dell’emofobia

L’emofobia può influenzare la vita quotidiana; una persona, ad esempio, può evitare di visitare i medici o di sottoporsi a procedure mediche a causa della paura del sangue. Questa persona può evitare i controlli annuali, i test di laboratorio e altre procedure mediche necessarie, mettendo a rischio la sua salute. Potrebbe anche evitare certi lavori a causa della potenziale esposizione al sangue, limitando così le sue opportunità di carriera. L’emofobia, come tutte le fobie, non è una condizione che si risolve da sola. Richiede un intervento e un trattamento adeguati. Se tu o qualcuno che conosci soffre di emofobia, non esitare a cercare aiuto. Con il supporto e le giuste strategie, la paura del sangue può essere efficacemente gestita, permettendo a chi ne soffre di vivere una vita più serena e soddisfacente. Ricorda: la paura è una risposta naturale, ma non deve governare la tua vita. Scopri il mio metodo pratico per superare le fobie.

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